»
S
I
D
E
B
A
R
«
Burn After Reading: A prova di spia
October 31st, 2008 by andrea

di Joel ed Ethan Coen – con Brad Pitt, George Clooney, John Malkovich, Tilda Swinton, Frances McDormand, J. K. Simmons, Richard Jenkins

Ultimo film dei fratelli Coen. Quindi ennesimo dibattito se questo film sia bello, brutto, segni il declino dei due autori americani oppure sia un simpatico divertimento, etc… Come sempre si discute. Forse si dovrebbe ridere di più e stare più al gioco, al gioco dei fratelli Coen.

Il film è strettamente statunitense. C’è poco o niente di un tentativo di volersi far capire da un pubblico diverso da quello “di casa”. Basti pensare alla figura meschina e mediocre della CIA nel film; solo se si è stati negli USA si può capire quanto siano poco segreti i servizi segreti americani (a New York si riconoscono dal classico vestito nero, con microfonino all’orecchio e tazza di caffè di Starbucks).

Gli attori hanno lavorato al loro meglio, creando macchiette ridicole, caricature di persone esaurite, senza una vita felice, che lentamente si consumano dietro a finti miti, manie inesistenti e un desiderio di contare qualcosa in un Mondo dove non si conta poi molto.

Il film disegna la meschinità di tutti i giorni, caricata per farci ridere, ma col tempo si trasforma in un pugno nell’occhio. Come è possibile pensare che un’operazione al seno possa ridare fiducia in se stessi, dare una svolta alla propria vita?

Oppure è possibile che bisogna trovare appuntamenti su internet e non si è capaci di guardarsi attorno, nel proprio giro di amici, conoscenti? Perché un legame diventa noioso?

Così come nel mondo del lavoro i nostri personaggi pensano di contare qualcosa, anche se sono agenti della CIA, ma alla fine contano meno dell’asso di picche. Anche nella CIA si può fare un lavoro di alcuna utilità, tanto da non avere una informazione da vendere agli avversati di sempre: i russi.

E i fratelli Coen deridono le nostre piccolezze della vita e ci ricordano l’importanza di pochi grandi sentimenti, che non sono però in questo film. Qui si colpisce duro senza via di fuga, senza scampo, quasi senza che ci sia una morale, un significato.

Alla fine del film i capi della CIA neanche capiscono bene cosa è successo e cosa c’entri l’Agenzia in tutto questo. E’ successo tutto per caso, tutto finirà per caso.

Regia impeccabile, dialoghi da trash language, fotografia rinnovata, luminosa. Un ottimo prodotto da gustare senza discussioni, senza cercare un significato cinematografico, senza cercare la grandezza.
I grandi fanno senza dover dare spiegazioni.

CIA Superior: – So what did we learn from this?
CIA Officer: – Um… I don’t know.
CIA Superior: – I don’t fuckin’ know either.
CIA Officer: – Not to do it again?
CIA Superior: – I don’t know what the fuck we *did*, but ok…

Bookmark and Share

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

»  Substance: WordPress   »  Style: Ahren Ahimsa