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Il curioso caso di Benjamin Button
May 24th, 2009 by Andrea Grilli

di David Fincher – con Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Julia Ormond, Jason Flemyng, Taraji P. Henson

Ispirato da un racconto di Fitzgerald, Il curioso caso di Benjamin Button, è un film molto profondo. La storia sfrutta uno schema fantastico, un meccanismo bizzarro, ma utile per sollevare una serie di temi che ognuno di noi incontra nella vita. L’escatomage del ringiovanimento fisico a fronte a di un invecchiamento mentale crea una specie di osservatorio dove vediamo Benjamin affrontare la difficoltà di farsi amici, il rapporto con le donne, il primo amore, la ricerca di uscire dall’orizzonte familiare, il lavoro, la guerra, definire i propri obiettivi di vita, le responsabilità della famiglia, della paternità.

E l’elenco potrebbe andare avanti, questo perché il film ripercorre tutta la vita di Benjamin. Il gioco dell’invecchiamento/ringiovanimento serve per sottolineare come crescendo diventiamo più consapevoli della vita e riusciamo a gestire quegli eventi che da giovani non sempre siamo capaci, ma nello stesso tempo il corpo fa sempre più fatica ad accompagnarci in questa avventura che si chiama vita.

Brad Pitt è eccezionale in questo ruolo così strano, dove nella prima parte lo vediamo recitare in un corpo piccolo e brutto, mentre via via lo vediamo ringiovanire. Cate Blanchett segue la scia di Brad Pitt, rappresentando il giro di boa della vita di Benjamin. L’uomo-bambino capisce che è la donna della sua vita e per lui rappresenta tutto ciò che è importante, una bussola fondamentale anche quando Benjamin capisce di non poter assumere il ruolo di padre e di marito visto che piano piano diventerà un bambino.

La ricostruzione storica crea una atmosfera quasi favolistica arricchita da una fotografia con un leggero color terra.

La scena finale della donna che tiene tra le braccia il proprio uomo ormai bambino che sta morendo e questa morte è un costante rimpicciolimento sembra un ritorno all’utero, un tornare al punto di partenza. Il luogo dove ha origine la vita. La visione metafisica della vita è l’eterno ciclo della vista stessa che si ripropone in un viaggio difficile, pieno di insidie, ma incredibilmente meraviglioso.


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