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Baarìa
September 30th, 2009 by andrea

di Giuseppe Tornatore – con Francesco Scianna e tanti altri.

Eccolo il nuovo il film di Giuseppe Tornatore. Il nome del regista campeggia a titoli grossi sulla pellicola, quasi a sottolineare una regalità autoriale quasi suprema, come dire il film è di Tornatore… (ci viene da commentare: mica pizza e fichi).

Eppure il film lascia perplessi. Oltre tre ore di autocompiacimento, una specie di summa totale della proria cinematografia, con citazioni diffuse dei propri film. In realtà la storia è molto interessante e utile per la società italiana. Raccontare la storia “comunista” della Sicilia è importante per una regione che viene troppo spesso se non sempre identificata con la mafia, la collusione della politica con la stessa.

Si sono dimenticate le lotte comuniste per difendere i diritti dei lavoratori, la riforma agraria.

La vita di Torrenuova è la vita dei siciliani con tutto quello che vuol dire dalla vita di pastore, a quella di emigrante, la scelta della fidanzata, l’educazione dei figli, la lotta di classe in senso non solo politico, ma anche sociale, di riscatto. I cambiamenti urbanistici e di costume.

Impressionante la differenza della strada di Baarìa dall’inizio del Novecento a oggi con la quantità di automobili che oggi incrociano le strade dove una volta solo una mucca e un carretto avrebbero incrociato.

Interessante è anche la presentazione dei “nemici”, cioè di coloro che sono contro il popolo, contro la gente povera:  i fascisti, i latifondisti, la mafia, la democrazia cristiana. Tornatore è molto preciso nel sottolineare le parti in conflitto.

Una scelta di campo molto coraggiosa, ma orchestrata male. Poco dopo la metà del film si comincia a percepire una assenza di storia, di idea di cosa raccontare. Tornatore entra in loop creativo e gioca con i suoi trucchi, con le sue idee dimenticandosi che una storia ha un inizio come una fine. E devono essere credibili.

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