Compagni

Pablo Echaurren, Compagni, Bollati Boringhieri, 134 pagg., £.18.000

TANTO PER CAMBIARE UN ALTRO LIBRO SUL SETTANTASETTE. Ma anche questo andrebbe letto per tanti motivi: prima di tutto perché è stato scritto da Echaurren, artista d’avanguardia, e perché tra le righe si possono leggere le storie di essere umani, prima che combattenti e rivoluzionari.

Il grosso problema di quegli anni è raccontarli senza parlare solo della Lotta Armata, che la fecero in pochi e che rappresenta una parte minoritaria del Movimento del 1977. Ultimamente è riuscito in questo intento solo Tassinari (il libro è recensito in questa rubrica).

Questo si potrebbe definire una antologia della memoria. Ogni capitolo è dedicato a un personaggio che l’autore ha incontrato nella sua vita: da Sofri a Liguori, dal fotografo Tano D’Amico al fumettista Pazienza.

Certo alcuni di loro sono passati a lavorare con coloro che avevano così aspramemente contestato, altri sono rimasti imbavagliati dal loro stesso passato, altri infine stanno ancora portando avanti un percorso di conoscenza che li porterà ad affrontare il nuovo millenio con maggiore maturità di altri, che subiscono gli eventi.

Questa è stata una generazione in fermento, una generazione con gli occhi sbarrati senza sosta: forse questo è uno dei loro maggiori insegnamenti: chi si rilassa è perduto.

Queso è stato l’anno della memoria, del ricordare e mettere a fuoco i ricordi per evitare le leggende.

E questo libro fa parte di questo tentativo.

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net il 10 dicembre 1998

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