Sherlock Holmes – gioco di ombre

Un film di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Stephen Fry, Jared Harris.

Ecco il seguito di Sherlock Holmes. La rilettura moderna e d’azione incide sempre più sul personaggio, ormai pronto a tutto, compresa una corsa su un treno (come il film 1855 la prima grande rapina al treno), così come attraversare l’Europa con una banda di zingari per incontrare una Germania ormai in armi.

Gli attori sono ineccepibili nella loro recitazione e nella interpretazione dei loro personaggi, compreso il fratello di Holmes, una specie di replica buona e rispettosa delle regole sociali; così come gli zingari riflettono tutti i cliché dell’epoca, ma anche tutto il mistero di un popolo sempre nomade e libero come pochi altri.
L’atmosfera rivoluzionaria di fine Ottocento si respira bene, mentre alcune semplificazioni, anarchici come bombaroli, cominciano a essere banali e false.

Questa rilettura moderna di Holmes, rianima il personaggio dal suo torpore salottiero di chissà tutto prima degli altri e gli dona una discreta umanità che lo rende più accettabile.

Moriarty è sempre più lui nella sua malvagità, ma anche nella chiara comprensione di come funzioni il Mondo che sta emergendo dalla rivoluzione industriale, ormai alla sua maturazione europea. Non sembra più responsabile di quanto non lo saranno i vari capi di stato che porteranno l’Europa alla Grande Guerra.

Bella la fotografia della Londra dell’Ottocento, la ricostruzione e quello spirito avventuriero e misterioso dell’epoca. Su quale sia da preferire, tra questo e il primo episodio, non ci sono dubbi che il primo per trama sia molto più interessante e avvincente di una trama internazionale. Anche perché conoscevamo bene questa storia, già raccontata nel film La leggenda degli straordinari uomini, esattamente uguale tranne alcuni dettagli.

Ma non per questo amiamo di meno questo film. Holmes è sempre Holmes.

Andrea Grilli

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