di Luis Sepúlveda, Ugo Guanda Editore, £16.000
L’ULTIMO LIBRO DELLO SCRITTORE SUDAMERICANO (Cile 1949) non è senza dubbio al livello di “Patagonia Express”, recentemente ristampato in edizione economica.
Un piccolo volume, solo 70 pagine, per raccontare la missione di un killer, che riconosce di aver violato negli ultimi tempi alcune delle regole fondamentali per sopravvivere nel proprio mestiere, soprattutto essere misogino. In prima persona ci racconta l’andamento di un incarico, ci viene spiegato il linguaggio del mestiere e tutto nel breve spazio di una settimana, tra alcune capitali del mondo, come Istanbul, Madrid, Città del Messico, intrighi internazionali e doppiogiochisti.
Tutto in 70 pagine.
Un libro che esprime tutta la bravura dello scrittore sudamericano, anche se il finale è abbastanza scontato e prevedibile.
Comunque la buona scrittura e la brevità ne fanno un libro piacevole, da cui non possiamo aspettarci altro che una buona oretta di lettura.
Andrea Grilli
Pubblicato su Stradanove.net il 12 marzo 1998
Morto solo qualche anno dopo la sua nascita per stessa dichiarazione dei fondatori, Gibson e Sterling in testa, il cyberpunk è stato in qualche modo integrato da autori che ne hanno scorso potenzialità più legate alla socialità, alla umanità e, se pensiamo a McDonald (recensito qualche mese fa proprio in questa rubrica), anche a elementi di spiritualità.
Bella la fotografia della Londra dell’Ottocento, la ricostruzione e quello spirito avventuriero e misterioso dell’epoca. Su quale sia da preferire, tra questo e il primo episodio, non ci sono dubbi che il primo per trama sia molto più interessante e avvincente di una trama internazionale. Anche perché conoscevamo bene questa storia, già raccontata nel film La leggenda degli straordinari uomini, esattamente uguale tranne alcuni dettagli.