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Lucca Comics & Games 2008
Nov 5th, 2008 by andrea

Anche questa edizione è passata… indenne o no? difficile dirlo. Comunque anche quest’anno una grande quantità di persone hanno invaso la città toscana, probabilmente per comprare poco e divertirsi molto. I primi giorni sono andati così così a sentire gli operatori, soprattutto nel settore Games. Tant’è che la sana e bella tradizione di permettere ai giovani di vendere il lor usato intorno ai padiglioni, è stata disattesa dalla paranoia di produttori e commercianti che hanno voluto si imponesse la legge del taglione (perché solo così si può chiamare).

Eppure quanti hanno iniziato proprio vendendo stesi per terra, con una coperta?

Comunque vediamo il settore Games.
Molte novità, ma nessuna che facesse la differenza. Per le miniature, settore che possiamo dire in totale contrazione, non era presente il gigante del settore, la Gamesworkshop, mentre tutti gli altri erano rappresentati dai distributori italiani, principalmente Magic Market.

Ormai sono un realtà i giochi di miniature collezionabili, plasticosi e decisamente brutti senza salvarne alcuno. Così ecco le novità di Mutant Chronicles, Word of Warcraft e Star Wars. Il primo caratterizzato da miniature grandi, oltre i 30 cm, presenta un regolamento molto interessate, ma come si suol dire l’occhio vuole la sua parte…

Gli altri due giochi sono collezionabili, ma qui il regolamento scricchiola, cioè banale.

Una sezione ben cresciuta in questi anni è quella dei giochi di società. Molte le proposte interessanti tra le quali vale la pena di segnalare Age of empires, Formula D, Senji. Deludente Il magnifico, gioco ispirato a Leonardo, che però ricalca il sempre longevo Risiko.

Da segnalare una preview, cioè un nuovo gioco di miniature formato 1/72 prodotto dalla Nexus con miniature della Airfix. Gioco dedicato a Napoleone. Quello che si può dire è che non si possono usare le miniature che avete in casa, ma solo quelle presenti nella scatola che hanno la basetta quadrata… non sembre una grande idea imporre questo tipo di soluzione. Uscita per marzo 2009.

Questa parte della fiera di Lucca sembra essere in crisi in realtà, con molte idee, anche interessanti, ma non capaci di sfondare. Anche il buon e vecchio D&D comincia a scricchiolare così come Magic. Intanto la Rackham è stata rilevata e ha cambiato proprietà e assetto societario. Trattasi di una storia triste di una pessima gestione.

Il settore Comics.
E’ sembrato il più ricco di pubblico, con tanti operatori che hanno come sempre hanno presentato poco di nuovo, ma hanno avuto l’occasione di farsi trovare dai lettori. Il sistema distributivo non funziona bene e le fiere come quelle di Lucca sono sempre una bella occasione per comprare.

Infine il Cosplay vero e proprio, come il vestirsi dai propri eroi, sono attività che ricoprono sempre uno degli aspetti più belli e divertenti della fiera. La città era in lucido come costumi bellissimi e ben curati. Una vera mattanza per i fotografi.

Un dato positivo è la presenza di editori attenti allo studio del media fumetto e le pubblicazioni non mancano a sottolineare come questo settore, pur piangendo, riesce a sostenersi. Tanti piccoli editori si nascondevano nei loro stand presentando prodotti anche di fattura interessante.

Però, come dire, alla fine non è più la fiera delle fiere. E’ solo un grande evento, divertente, stupendo e meritevole di un vostro viaggio… ma per la cultura del fumetto si va a Napoli.

11 settembre
Oct 9th, 2008 by andrea

Alzi la mano chi può dimenticare quel giorno? Chi di fronte alle torri che cadevano (quante volte abbiamo visto quelle immagini ripetute sugli schermi?) non ha pensato se ci fosse stato l’Uomo Ragno? Oppure Capitan America? La Cosa?

Forse la gente comune non si è posta neanche questo problema, troppo sconvolta non ha cercato nel proprio immaginario un’ancora di salvezza al dolore e al senso di impotenza di quell’attentato. Eppure chi legge fumetti non può essere stato indifferente alla tentazione di porsi quelle domande? Cosa avrebbe fatto Thor il dio del tuono che ha votato la propria vita alla difesa degli esseri umani e della Terra? 

La Marvel Comics sempre fedele al proprio motto: a grandi poteri si associano grandi problemi, ha dedicato una storia dell’Uomo Ragno (The Amazing Spiderman nr.36, vol. 2) all’attacco terrorista dell’11 settembre 2001. 
Un Uomo Ragno sconvolto guarda dall’alto le torri cadere, gli uomini che combattono per la salvezza, una donna e un uomo scappano, vedono il nostro eroe:

Dove eravate voi?! Come avete potuto permetterlo?

È questa in fondo la domanda che il popolo americano pone a se stesso e ai suoi difensori (militari, civili, politici):

dove erano le nostre eccezionali armi e strumentazioni che dovrebbero difenderci dai nostri nemici?

Ma la risposta dell’Uomo Ragno è decisiva per capire che non si può l’impossibile, che viviamo un mondo a razionalità limitata: tutto non si può.

Io… Come faccio a dire che non sapevamo? Non potevamo sapere. Non potevamo immaginare. Solo dei folli potevano concepire il piano, eseguirlo, pilotare gli aerei. Il mondo civile sarà sempre indifeso di fronte ai folli, perché la nostra mente non può spingersi fin dove arriva la loro pazzia.

Già. Chi poteva immaginarsi un atto di questo genere? Così oltre all’Uomo Ragno e altri eroi, Thor e persino Wolverine (questa volta i mutanti non c’entrano con morte e distruzione), per non parlare di Destino, Magneto… in mezzo agli uomini comuni superuomini sono alla fine inermi e sconvolti come loro. Un Cap paralizzato guarda la distruzione.

Non so immaginare come sia averlo visto due volte. Non so immaginarlo.

Si dice l’Uomo Ragno. 
Gli occhi di Capitan America sono immobili. A questi passaggi veramente belli e drammatici, seguono le ultime pagine un po’ retoriche, un po’ ‘siamo una grande nazione’ e via dicendo. Niente di che, però bisogna essere sinceri: si leggono a fatica. Lo stile retorico, anche quando è ben scritto, è pesante e noioso. Il pregio però di questo volume è di non voler far passare la cultura americana per qualcosa di meraviglioso che tutti dovrebbero adottare: troppo contraddittorio con le origini e lo stile Marvel. Ed è questo il merito di questa storia dell’Uomo Ragno di aver affrontato la tragedia dell’attacco agli USA con toni sincero e trasparente e soprattutto di aver ricordato a tutti che non c’è bisogno di eroi in calzamaglia, ma di eroi di tutti i giorni: cioè uomini e donne con i loro mestieri e i loro problemi, con i loro dolori e i loro piaceri.

La notte dell’alligatore
Oct 9th, 2008 by andrea

di Loustal – Coconno Press

Ho visto città enormi coi tetti fino al cielo 
Ho visto donne dolci che sembravano miele 
Ma non quella che cerco, Signore 
Ma non quella che cerco

La casa editrice diretta da Igort prosegue nelle sue proposte qualitativamente alte. 
Ne è una delle più recenti prove questo volume che raccoglie alcune storie apparse su Metal Hurlant. 
Ben sei, ambientate in quei luoghi dove germogliano le shorty story, la periferia, non della città, della metropoli, ma dell’animo. Così ci spostiamo nel Nex Mexico per una storia di omicidi alla mass murder, oppure alla campagna francese o alle colonie dove gli sconfitti possono tentare una seconda vita. Ma con anche il passato che torna, come ne La lotte dell’alligatore, la storia che più di tutte ci svela le capacità narrative e pittoriche di Loustal. In questa occasione la shorty story ci mostra tutta la sua abilità di sintetizzare emozioni passate e presenti, di far risaltare le colonne portanti del carattere dei personaggi. Esalta solo gli istanti, le milestone, che danno il ritmo alla storia.Ritmo Blues ovviamente. Come anche in la Donna bianca, dove un pugile scopre quanto sia diversa l’America. E chiaramente in Le vie en blues, tre tavole tre, che fuse con il testo, strabordano di vita. Forse è proprio il ritmo del Blues che permette a Loustal di essere così efficace nella sua narrazione. Di spronare la nostra immaginazione tra una tavola e l’altra per colmare quanto manca di emozioni, gesti, sospiri.

E se si parla di sospiri non possono mancare coloro che con il loro ondeggiare nel cielo della vita, ci fanno sospirare.Le storie di Loustal sono storie di Blues, ma sopratutto di donne, donne che passano lasciandoci imbrigliati nel loro respiro e di uomini alla ricerca di qualcosa.

Chissà cosa e chissà dove…

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