Girl Crazy

di Gilbert Hernandez

GLI AMANTI DEL FUMETTO UN PO’ UNDERGROUND E UN PO’ EROTICO CONOSCONO UNA SQUADRA DI FRATELLINI, gli Hernandez, diventati famosi con la serie denominata “Love & Rockets”. Ora la Magic Press ci propone il lavoro di Gilbert, gli altri sono Jamie e Mario: “Girl Crazy” (15.000 lire).
Per capire quale sia la sostanza di fondo dei fumetti di Gilbert bisogna leggere la simpatica e brillante introduzione di Jim Silke, autore di un’altra serie notevole come “Rascals in Paradise”. Silke ci racconta una passione coltivata fin da bambino di Gilbert per il mondo femminile comunque le donne siano: belle, brutte, grasse, magre, calve, capellone, vecchie, giovani, rachitiche, ciccione, e ancor di più… per il nostro Hernandez hanno dentro di loro una bellezza, una energia che non può non essere raccontata.
Nel volume “Girl Crazy” quattro sedicenni con tutto il fascino che può avere una giovane a quell’età, freschezza, ma nello stesso tempo quasi donna. Così la muscolosa Maribel, la piatta Kitten, la voluttuosa Gaby e la super Luna decidono che il loro compleanno lo festeggiano insieme.
Può sembrare facile dirla così, ma nel mondo delle nostre belle, con marziani, robot, bande di cattivi e strani personaggi, il tutto si può risolvere in una grande battaglia, disegnata da Gilbert con inquadrature e “ripieni corporei” veramente esplosivi.
Il disegno è underground, con una la linea che non si sofferma sul dettaglio, ma procede per grandi sintesi. Senza colore, l’atmosfera che risulta al lettore è un mondo anni ’50 frullato con elementi tipicamente fantascientifici da film di B-sexy.
Un fumetto divertente e spensierato che nasconde una intelligenza e buon dosaggio di elementi fantastici e colpi di scena. Da non perdere.

Pubblicata su www.stradanove.net il 1 giugno 2000


 

Lucca Comics & Games 2008

Anche questa edizione è passata… indenne o no? difficile dirlo. Comunque anche quest’anno una grande quantità di persone hanno invaso la città toscana, probabilmente per comprare poco e divertirsi molto. I primi giorni sono andati così così a sentire gli operatori, soprattutto nel settore Games. Tant’è che la sana e bella tradizione di permettere ai giovani di vendere il lor usato intorno ai padiglioni, è stata disattesa dalla paranoia di produttori e commercianti che hanno voluto si imponesse la legge del taglione (perché solo così si può chiamare).

Eppure quanti hanno iniziato proprio vendendo stesi per terra, con una coperta?

Comunque vediamo il settore Games.
Molte novità, ma nessuna che facesse la differenza. Per le miniature, settore che possiamo dire in totale contrazione, non era presente il gigante del settore, la Gamesworkshop, mentre tutti gli altri erano rappresentati dai distributori italiani, principalmente Magic Market.

Ormai sono un realtà i giochi di miniature collezionabili, plasticosi e decisamente brutti senza salvarne alcuno. Così ecco le novità di Mutant Chronicles, Word of Warcraft e Star Wars. Il primo caratterizzato da miniature grandi, oltre i 30 cm, presenta un regolamento molto interessate, ma come si suol dire l’occhio vuole la sua parte…

Gli altri due giochi sono collezionabili, ma qui il regolamento scricchiola, cioè banale.

Una sezione ben cresciuta in questi anni è quella dei giochi di società. Molte le proposte interessanti tra le quali vale la pena di segnalare Age of empires, Formula D, Senji. Deludente Il magnifico, gioco ispirato a Leonardo, che però ricalca il sempre longevo Risiko.

Da segnalare una preview, cioè un nuovo gioco di miniature formato 1/72 prodotto dalla Nexus con miniature della Airfix. Gioco dedicato a Napoleone. Quello che si può dire è che non si possono usare le miniature che avete in casa, ma solo quelle presenti nella scatola che hanno la basetta quadrata… non sembre una grande idea imporre questo tipo di soluzione. Uscita per marzo 2009.

Questa parte della fiera di Lucca sembra essere in crisi in realtà, con molte idee, anche interessanti, ma non capaci di sfondare. Anche il buon e vecchio D&D comincia a scricchiolare così come Magic. Intanto la Rackham è stata rilevata e ha cambiato proprietà e assetto societario. Trattasi di una storia triste di una pessima gestione.

Il settore Comics.
E’ sembrato il più ricco di pubblico, con tanti operatori che hanno come sempre hanno presentato poco di nuovo, ma hanno avuto l’occasione di farsi trovare dai lettori. Il sistema distributivo non funziona bene e le fiere come quelle di Lucca sono sempre una bella occasione per comprare.

Infine il Cosplay vero e proprio, come il vestirsi dai propri eroi, sono attività che ricoprono sempre uno degli aspetti più belli e divertenti della fiera. La città era in lucido come costumi bellissimi e ben curati. Una vera mattanza per i fotografi.

Un dato positivo è la presenza di editori attenti allo studio del media fumetto e le pubblicazioni non mancano a sottolineare come questo settore, pur piangendo, riesce a sostenersi. Tanti piccoli editori si nascondevano nei loro stand presentando prodotti anche di fattura interessante.

Però, come dire, alla fine non è più la fiera delle fiere. E’ solo un grande evento, divertente, stupendo e meritevole di un vostro viaggio… ma per la cultura del fumetto si va a Napoli.

11 settembre

Alzi la mano chi può dimenticare quel giorno? Chi di fronte alle torri che cadevano (quante volte abbiamo visto quelle immagini ripetute sugli schermi?) non ha pensato se ci fosse stato l’Uomo Ragno? Oppure Capitan America? La Cosa?

Forse la gente comune non si è posta neanche questo problema, troppo sconvolta non ha cercato nel proprio immaginario un’ancora di salvezza al dolore e al senso di impotenza di quell’attentato. Eppure chi legge fumetti non può essere stato indifferente alla tentazione di porsi quelle domande? Cosa avrebbe fatto Thor il dio del tuono che ha votato la propria vita alla difesa degli esseri umani e della Terra? 

La Marvel Comics sempre fedele al proprio motto: a grandi poteri si associano grandi problemi, ha dedicato una storia dell’Uomo Ragno (The Amazing Spiderman nr.36, vol. 2) all’attacco terrorista dell’11 settembre 2001. 
Un Uomo Ragno sconvolto guarda dall’alto le torri cadere, gli uomini che combattono per la salvezza, una donna e un uomo scappano, vedono il nostro eroe:

Dove eravate voi?! Come avete potuto permetterlo?

È questa in fondo la domanda che il popolo americano pone a se stesso e ai suoi difensori (militari, civili, politici):

dove erano le nostre eccezionali armi e strumentazioni che dovrebbero difenderci dai nostri nemici?

Ma la risposta dell’Uomo Ragno è decisiva per capire che non si può l’impossibile, che viviamo un mondo a razionalità limitata: tutto non si può.

Io… Come faccio a dire che non sapevamo? Non potevamo sapere. Non potevamo immaginare. Solo dei folli potevano concepire il piano, eseguirlo, pilotare gli aerei. Il mondo civile sarà sempre indifeso di fronte ai folli, perché la nostra mente non può spingersi fin dove arriva la loro pazzia.

Già. Chi poteva immaginarsi un atto di questo genere? Così oltre all’Uomo Ragno e altri eroi, Thor e persino Wolverine (questa volta i mutanti non c’entrano con morte e distruzione), per non parlare di Destino, Magneto… in mezzo agli uomini comuni superuomini sono alla fine inermi e sconvolti come loro. Un Cap paralizzato guarda la distruzione.

Non so immaginare come sia averlo visto due volte. Non so immaginarlo.

Si dice l’Uomo Ragno. 
Gli occhi di Capitan America sono immobili. A questi passaggi veramente belli e drammatici, seguono le ultime pagine un po’ retoriche, un po’ ‘siamo una grande nazione’ e via dicendo. Niente di che, però bisogna essere sinceri: si leggono a fatica. Lo stile retorico, anche quando è ben scritto, è pesante e noioso. Il pregio però di questo volume è di non voler far passare la cultura americana per qualcosa di meraviglioso che tutti dovrebbero adottare: troppo contraddittorio con le origini e lo stile Marvel. Ed è questo il merito di questa storia dell’Uomo Ragno di aver affrontato la tragedia dell’attacco agli USA con toni sincero e trasparente e soprattutto di aver ricordato a tutti che non c’è bisogno di eroi in calzamaglia, ma di eroi di tutti i giorni: cioè uomini e donne con i loro mestieri e i loro problemi, con i loro dolori e i loro piaceri.