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Jacques Prévert
Dec 18th, 2011 by Andrea Grilli

PRÈVERT, SCRITTORE FRANCESE nato nel 1900 e scomparso nel 1977, raccontò attraverso la poesia il proprio innamoramento per l’amore, gli amici, l’arte, ma anche i piccoli eventi di tutti i giorni e la ricchezza della quotidianità, come la pioggia, il sole, le stagioni, o la sua amata Parigi, con i boulevards e i caffè.

La sua poesia è semplice e immediata, a volte poche parole possono raccontare emozioni senza tempo e istanti la cui magia forse può essere resa grazie solo ai versi.

Affamata sperduta intirizzita
Una ragazza di sedici anni
Tutta sola senza una lira
Ferma in piedi
In Place de la Concorde
Il quindici agosto a mezzogiorno

Questa poesia, intitolata la “Bella Stagione”, raccoglie l’entusiasmo per l’estate, ma anche per una sedicenne sola e sperduta che forse guarda senza metà l’andare e il venire in Place de la Concorde.

Il cuore della poesia di Prévert sta nel meraviglioso dell’amore e della vita, e questa raccolta li trasmette in tutta la loro forza e intensità.

Una raccolta di poesie per chi è alla ricerca di Amore e di Felicità.

Jacques Prévert, Amori

introduzione e commento di Renzo Paris, testo a fronte, TEA, £. 10.000

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net l’11 giugno 1998

Compagni
Dec 4th, 2011 by Andrea Grilli

Pablo Echaurren, Compagni, Bollati Boringhieri, 134 pagg., £.18.000

TANTO PER CAMBIARE UN ALTRO LIBRO SUL SETTANTASETTE. Ma anche questo andrebbe letto per tanti motivi: prima di tutto perché è stato scritto da Echaurren, artista d’avanguardia, e perché tra le righe si possono leggere le storie di essere umani, prima che combattenti e rivoluzionari.

Il grosso problema di quegli anni è raccontarli senza parlare solo della Lotta Armata, che la fecero in pochi e che rappresenta una parte minoritaria del Movimento del 1977. Ultimamente è riuscito in questo intento solo Tassinari (il libro è recensito in questa rubrica).

Questo si potrebbe definire una antologia della memoria. Ogni capitolo è dedicato a un personaggio che l’autore ha incontrato nella sua vita: da Sofri a Liguori, dal fotografo Tano D’Amico al fumettista Pazienza.

Certo alcuni di loro sono passati a lavorare con coloro che avevano così aspramemente contestato, altri sono rimasti imbavagliati dal loro stesso passato, altri infine stanno ancora portando avanti un percorso di conoscenza che li porterà ad affrontare il nuovo millenio con maggiore maturità di altri, che subiscono gli eventi.

Questa è stata una generazione in fermento, una generazione con gli occhi sbarrati senza sosta: forse questo è uno dei loro maggiori insegnamenti: chi si rilassa è perduto.

Queso è stato l’anno della memoria, del ricordare e mettere a fuoco i ricordi per evitare le leggende.

E questo libro fa parte di questo tentativo.

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net il 10 dicembre 1998

Aidoru
Nov 30th, 2011 by Andrea Grilli

William Gibson, Aidoru, Mondadori, trad. Delio Zinoni, 298 pagg., £. 14.000

NEL 1984 CI STUPÌ con il romanzo che avviò la stagione del Cyberpunk, “Neuromante” (edizioni Nord, 1986), pochi anni dopo affermò che il movimento che aveva contribuito a creare con Bruce Sterling aveva finito la sua spinta innovatrice ed era morto.

Eppure ha proseguito a scrivere romanzi che non escono dalle tematiche Cyberpunk, solo che adesso c’è una maggiore maturità, una assoluta consapevolezza di ciò che ha significato scrivere di fantascienza senza per questo parlare di esplorazione spaziale, senza creare alieni strani e feroci, senza cercare il Male altrove: tanto era sulla Terra, nascosto nelle città, nei mezzi di comunicazione, nelle multinazionali, nelle reti telematiche, nella nostra alienazione quotidiana.

Aidoru è una pura invenzione dell’era digitale, una donna finta per i nostri canoni di realtà e artificialità, ma per le fan di un noto cantante può essere colei che porterà alla fine il loro sogno. Ma questo non è un mondo di adolescenti eccitate da un idolo, è anche quello delle multinazionali, della mafia russa che si espande in Giappone, un paese dilaniato dal terremoto e ricostruito in una notte. Delle reti che collegano tutto e tutti, dell’hardware e del software di produzione New Age e di uomini esperti a trovare informazioni nell’assoluto caos delle informazioni.

Gibson trucco! Ma in fondo, forse, questo ci vuole dire Gibson: che non è più il pensiero a definire la nostra esistenza, ma l’insieme delle informazioni su e di noi stessi. Ed esistono persone che sanno navigare in tutto questo e capire cosa faremo e come agiremo.

Signori e signori: benvenuti nella nuova Era dell’Informazione!

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net il 10 settembre 1998

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