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Aidoru
Nov 30th, 2011 by Andrea Grilli

William Gibson, Aidoru, Mondadori, trad. Delio Zinoni, 298 pagg., £. 14.000

NEL 1984 CI STUPÌ con il romanzo che avviò la stagione del Cyberpunk, “Neuromante” (edizioni Nord, 1986), pochi anni dopo affermò che il movimento che aveva contribuito a creare con Bruce Sterling aveva finito la sua spinta innovatrice ed era morto.

Eppure ha proseguito a scrivere romanzi che non escono dalle tematiche Cyberpunk, solo che adesso c’è una maggiore maturità, una assoluta consapevolezza di ciò che ha significato scrivere di fantascienza senza per questo parlare di esplorazione spaziale, senza creare alieni strani e feroci, senza cercare il Male altrove: tanto era sulla Terra, nascosto nelle città, nei mezzi di comunicazione, nelle multinazionali, nelle reti telematiche, nella nostra alienazione quotidiana.

Aidoru è una pura invenzione dell’era digitale, una donna finta per i nostri canoni di realtà e artificialità, ma per le fan di un noto cantante può essere colei che porterà alla fine il loro sogno. Ma questo non è un mondo di adolescenti eccitate da un idolo, è anche quello delle multinazionali, della mafia russa che si espande in Giappone, un paese dilaniato dal terremoto e ricostruito in una notte. Delle reti che collegano tutto e tutti, dell’hardware e del software di produzione New Age e di uomini esperti a trovare informazioni nell’assoluto caos delle informazioni.

Gibson trucco! Ma in fondo, forse, questo ci vuole dire Gibson: che non è più il pensiero a definire la nostra esistenza, ma l’insieme delle informazioni su e di noi stessi. Ed esistono persone che sanno navigare in tutto questo e capire cosa faremo e come agiremo.

Signori e signori: benvenuti nella nuova Era dell’Informazione!

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net il 10 settembre 1998

Stelle Velate
Nov 27th, 2011 by Andrea Grilli

Tahar Ben Jelloun, Stelle velate, Einaudi, ed con testo a fronte, trad. Egi Volterrani, 300 pagg., £. 26.000

DI BEN JELLOUN CONOSCIAMO la produzione di prosa e saggistica, che non manca nelle nostre librerie, e i lettori poi di Repubblica e Panorama lo conoscono anche come opinionista e giornalista.

Ma adesso finalmente appare una raccolta di poesie.

Già nel 1991 la piccola ma affascinante Melangolo ci aveva regalato il poema “Dalle ceneri”. L’Einaudi ha pubblicato questa raccolta che presenta sia componimenti delle origini, come “Uomini sotto sudario di silenzio” (1971), che degli ultimi anni, dedicati a Fès (Marocco), città che gli ha dato i natali nel 1944.

La poesia di Jelloun, all’inizio della sua carriera di scrittore, quando è ancora uno studente universitario, è strettamente legata alla situazione sociopolitica del Marocco, è una poesia impegnata. E lo si nota nella lunghezza, nella volontà di approfondire, forse capire, ma soprattutto comunicare cosa stia succedendo nel suo paese.

Poi, pian piano, abbandona le tematiche politiche e si sposta verso una maggiore ricerca della parola, del messaggio e della sintesi del linguaggio, pur senza abbandonare l’attenzione verso la realtà che lo circonda che fin dall’inizio d’altronde ha sempre letto con uno sguardo onirico, quasi fantastico: una caratteristica che lo lega alla tradizione favolistica e fantastica dell’antica narrativa araba.

Per rendersene conto basta leggere l’ultima raccolta: “Fès. Trenta componimenti”, in cui Ben Jelloun racconta la storica città, per leggere versi che solleticano il nostro odorato e ci trasmettono profumi dell’antico oriente:

Si dice ancora che le donne di Fès
Abbian pelle di latte e vita snella
Ma siano grasse e ridanciane

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net il 10 settembre 1998

Bambole
Nov 14th, 2011 by Andrea Grilli

Akira Mishima, Bambole, trad. Lorenzo Bartoli, Fanucci, £. 12.000 (offerta a £. 9.900)

MARCHIATO COME ROMANZO CYBERSEX, in realtà di sex ne ha poco, mentre di cyber quel tanto che serve a definirlo come romanzo di fantascienza.

L’atmosfera è quella delle anime o dei manga cyberpunk giapponesi, con il classico investigatore fallito con un passato misterioso e un torto subito, con conseguente vendetta.

L’ambientazione è quella di un mondo futuro, urbano, ipertecnologico, dove il potere è in mano a pochi potenti che senza coscienza e con avidità amministrano la società.

Gli esseri umani, uomini o donne, sono in fondo bambole in mano a questi potenti, politici o imprenditori.

Mishima usa il sesso per raccontare la realtà, la metafora della bambola, che soddisfa i desideri dei maschi, che vogliono una compagna bella, gentile, premurosa e disponibile, è lo stato sociale degli umani nella società del consumo e del fordismo, dove esistiamo perché siamo in grado di comprare e consumare.

Insomma i luoghi comuni del giallo e del cyberpunk servono solo per creare un’atmosfera funzionale alle esigenze dello scrittore e della sua cruda analisi della società moderna.

Forse Mishima non ne è neanche consapevole, ma quando compriamo un gelato perché la vita è fatta di priorità, non ci comportiamo come bombolotti che piangono se si preme il pulsante dietro la schiena?

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net il 9 luglio 1998

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