SIDEBAR
»
S
I
D
E
B
A
R
«
Super 8
Nov 11th, 2011 by Andrea Grilli

Un film di J.J. Abrams. Con Kyle Chandler, Elle Fanning, Joel Courtney, Gabriel Basso, Noah Emmerich, durata 112 min. – USA 2011.

Un gruppo di ragazzini ha un sogno nel cassetto. Girare un film sugli zombie. Siamo nel 1979, la tecnologia per girare questo movie è il Super 8… con un approccio quasi professionistico iniziano a lavorarci.

Ma le loro vite si incrociano con quelle di un alieno prigioniero dell’esercito americano e di un professore di scienze che vuole salvarlo.

In realtà la storia è più complessa e i livelli narrativi sono diversi e intrecciati come uno sceneggiatore come Abrams non poteva non fare. Genitori apprensivi e con passati contrastanti, figli in cerca di un nuovo dialogo con la realtà, alieni che uccidono per sopravvivere dopo essere stati torturati, scienziati che vogliono riscattarsi. Umanità che si incrociano. E cosa vuol dire umanità quando si parla di un essere di 2-3 metri che ostinatamente cerca di ricostruire la sua astronave?

Abrams parla del problema universale del dialogo, del dialogo tra universi diversi. Ma attenzione al significato della parola “universo”, anzi della sua dimensione emotiva e spaziale. L’universo di un figlio orfano di madre, che non riesce a comunicare con il padre, potrebbe essere simile a quello di un alieno torturato?

Sulla base di quale elementi questi possono dialogare? Forse il dolore. Quel dolore che porti dentro e non riesci ad esprimere, che urla dentro di te. Ma è lì che ti succhia dentro il suo buco nero.

Solo con il contatto fisico si può superare l’universo che ci separa.

Ottima regia, attori incredibilmente bravi, e non parliamo degli adulti, ma di Elle Fanning, sempre più brava dopo il film della Coppola. E Joel Curtney al suo esordio, bravissimo.

Abrams, come i grandi artisti, sta percorrendo la sua strada creativa, dopo Lost avevamo bisogno di un film così ricco come Super 8.

Città di vetro
Nov 7th, 2011 by Andrea Grilli

Paul Auster, Città di vetro, adattamento e sceneggiatura Paul Karasik/David Mazzucchelli, disegni di David Mazzucchelli, trad. Carlo Oliva, Bompiani, £. 15.000

TUTTO INCOMINCIÒ CON un numero sbagliato…

Proprio così il caso porta un certo Daniel Quinn, scrittore di romanzi polizieschi, a diventare un investigatore dal nome di Paul Auster, proprio come lo scrittore del romanzo (omonimo edito dalla Einaudi), da cui il fumettista statunitense David Mazzucchelli ha tratto questa storia.

Questa pubblicazione può essere considerata un “romanzo a fumetti”, oppure un “fumetto pubblicato come se fosse romanzo”, ma forse non è altro che un contenitore con una storia che oltre che con parole poteva essere rappresentata anche con disegni.

L’uso del disegno rafforza l’elemento onirico, fantastico, che rompe la razionalità holmsiana e porta all’amara conclusione che l’epoca del Male che poteva essere sconfitto è finita. Il crimine è ovunque, non c’è più spazio per investigatori come quelli di Hammett, che in un modo o in un altro riuscivano a rimettere tutto in ordine.

Il mondo di Auster ha un proprio ordine, che non è quello che vorremmo: un po’ come il fotografo del film Smoke, che fotografava senza mirare, lo scrittore alla Auster scrive senza avere uno schema di come le cose dovrebbero essere, ma descrive cosa vede.

una tavola di Mazzucchelli trucco! Il percorso dello scrittore Quinn/Auster sarà un viaggio che disgregherà le sue convinzioni e soprattutto l’essere stesso del giallo poliziesco, ma l’operazione non è nuova, allo stesso modo ha lavorato Friedrich Dürrenmatt con “La promessa” (ed. Einaudi Tascabili).

Infine due parole su questa edizione, che non è altro che una ristampa del volume n.12 (giugno 1995) della collana Gli Squali, chiusa e dimenticata dalla Bompiani e di cui ora vengono proposti alcuni volumi di particolare richiamo.

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net il 9 luglio 1998

Destroy
Nov 6th, 2011 by Andrea Grilli

di Isabella Santacroce

QUANDO USCÌ QUESTO ROMANZO il polverone di polemiche che si alzò fu enorme. Insieme alla antologia “Gioventù Cannibale” fu oggetto di disquisizione sulla sorte, qualcuno parlò anche di morte, della letteratura italiana, sui nuovi e giovani scrittori italiani, sui temi violenti trattati in questi libri e così via fino alla noia della stupidità stessa.

Non si può certo parlare di capolavoro, ma si tratta sicuramente di un lavoro che descrive o racconta, come preferite, la vita senza scopi e senza senso di una italiana nell’Inghilterra delle droghe di tutti i tipi e sempre più forti e allucinogene, della prostituzione voyeuristica, dei vestiti in lattex e della musica dub.

Senza dubbio non è il prodotto della cultura antagonista contemporanea come recita la quarta di copertina, perché di “antagonista” nel suo vivere e soprattutto nelle sue idee, ma non ha idee, non se ne trova traccia. Come non è tanto meno anarchica, termine di cui oggi si abusa senza saperne il significato.

Il romanzo stesso non ha una trama, si tratta di immagini, un po’ fumettistiche, di situazioni quasi paradossali. Ma la sua vera forza è il linguaggio, sicuramente il controllo ortografico del word della Feltrinelli si sarà arreso alle prime dieci parole, l’atmosfera musicale, le citazioni di fumetti manga usati per comunicare il più semplice dei concetti.

Infine la struttura, paragonabile a quella di un CD: più che di capitoli, bisogna parlare di tracks, di brani musicali che per molti noi raccontano le angosce del nostro quotidiano.

Andrea Grilli

Pubblicato su Stradanove.net il 09 aprile 1998

SIDEBAR
»
S
I
D
E
B
A
R
«
»  Substance:WordPress   »  Style:Ahren Ahimsa