Rosangela Percoco, Rusconi, £.25.000
VALENTINA HA DICIOTT’ANNI, l’età che tutti noi non vorremmo rivivere, perché è l’età del passaggio dalla adolescenza all’età adulta, dove finalmente si può liberamente gestire il proprio tempo. Si esce dalla scuola con i suoi professori che si interessano, quando lo fanno, solo nei 45 minuti della loro lezione e quando non c’è la fine del trimestre, altrimenti la burocrazia prevale su tutto.
E i genitori?
Loro ripongono sui figli tutte le speranze, le ambizioni che in qualche modo e per qualche motivo non sono riusciti a realizzare: soddisfare se stessi per delega.
E il ragazzo?
Anche lui in pieno impeto adolescenziale, si divide tra interessi personali che non coincidono con quelli di Valentina e gli impulsi sessuali dell’età.
E infine l’analista, da cui Valentina si reca e che infondo è pagata per ascoltare e parlare con lei nelle sedute. Anzi forse Valentina esiste solo nell’elenco di pazienti nel computer della dottoressa. Valentina avrà vent’anni nel Duemila, inizia a mutare pagina per pagina, finché i cambiamenti interiori che subisce comportano inevitabilmente delle rotture, delle decisioni nella propria vita e nei rapporti con i propri interlocutori nella vita, i genitori soprattutto.
Questa storia è di una madre, ex-insegnante, che racconta di un tempo passato, ma che in questo momento sta vivendo la figlia Cecilia. In questo libro c’è forse una madre che ha voluto conoscere le naturali inquietudini della figlia adolescente. È umiltà che dovrebbero avere tutti i genitori.
Andrea Grilli
Pubblicato su Stradanove il 07 maggio 1998