liberamente ispirato a Ken Loach – con Ana Cebrian Zapata – Selene Pomante – Andrea Maria Costanzo – Georgios Vassalos – Orazio Di Vito – progetto drammaturgico e regia orazio di vito
Sembra uno scherzo del destino, ma la data dell’11 settembre ricorre spesso nella storia. I soliti forse avranno visto chissà quale anedottica o significati, molto probabilmente è una casualità, così come in 365 giorni ne succedono nel Mondo che alla fine ci sono più coincidenze di quante ce ne possiamo immaginare (per esempio le torri gemelle sono state costruite nel 1973).
Lo spettacolo del Teatro Meteco e Teatro dei Guasconi ricorda la fine tragica del governo eletto dal popolo di Allende. L’11 settembre del 1973.
Lo spettacolo è liberamente ispirato dall’episodio girato da Ken Loach nel film 11′09”01 – September 11 del 2002.
La sintesi della messa in scena è di grande effetto, anche nei momenti più difficili per un attore quanto per un registra: le scene di tortura, per esempio, rischiano sempre di essere banali o poche efficaci. In questo spettacolo si preferisce un buio di scena che con pochi rumori ci comunica l’evento ma non enfatizza il fatto stesso.
Gli attori sostengono bene i loro ruoli anche se alcuni, in particolare Andrea Maria Costando e Orazio Di Vito hanno una presenza scenica di grande impatto. Le attrici tengono correttamente la scena alimentando lo spettacolo. La voce narrante ha forse il ruolo più rischioso: quello di essere pesante e noiosa, in realtà ben scorre il suo raccontare in forma di lettera.
Lascia però perplesso il confronto con il 9/11 statunitense. E’ sempre un rischio confrontare stragi, massacri etc… se non per il fatto che si tratta di violazione dei diritti. Ma la morte di un sindacalista “llevato” e torturato non è paragonabile alla morte di un uomo che andava a lavorare nell torri gemelle, pur nello sdegno per entrambe, rimangono diverse.
Il rischio è una demagogia tipicamente di Sinistra che non ha saputo capire il Mondo e affrontarlo, facendo di tutta un’erba un fascio. Resta comunque un accenno, una leva narrativa, mentre lo spettacolo è totalmente accentrato su una delle dittature più feroci del ventesimo secolo, quella cilena.