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Vito
Mar 9th, 2009 by andrea

regia di Matteo Schiazza – con Alessandra Diodoro, Stefania Marinangeli, Aimo Franchi, Matteo Schiazza

Così una ballerina, Edna, brava Alessandra Diodoro nella sua interpretazione, non risolve il suo amore, abbandonata, entra in corto circuito pensando solo a lui e vivendo di fantasie amorose. In attesa di un amore che poi tutte le donne cercano. Solo che non tutte si fanno così travolgere dalla sua bellezza da pardere veramente la testa. D’altra parte non si dice che l’amore fa perdere la testa…?
Ma Edna vive senza negarsi, eludendo gli ostacoli, lanciandosi e in quel lanciarsi rimane bloccata su stessa.

E quante volte sottovalutiamo gli effetti delle nostre azioni come genitori? Così Camilla, brava anche Stefania Marinangeli, è lì che cerca di un suo percorso artistico ostacolato dal macigno emotivo della figura paterna. Ali tarpata che cercano di alzarsi in volo.

Aimo invece insegue la libertà, quella vera, senza limiti, confini. La libertà che è ascrivibile alla assenza di catene, mentali, fische, come se si cercasse di scrivere senza punteggiatura senza regole senza gli ostacoli i freni mentali che noi stessi senza l’alibi della società ci poniamo liberi e alla fine ogni personaggio troverà la sua libertà il suo amore la sua realizzazione o la sua pace interiore punto

Molte suggestiva la scenografia le luci i costumi degli attori che hanno attraversato la scena sul percorso di un triangolo immaginario punto Ma anche la regia di Matteo Schiazza guida in modo splendido il pubblico alla comprensione di un percorso quello mentale non certamente facile punto

Un ottimo lavoro che meriterebbe una maggiore attenzione dalla miserevole stampa italiana e dal teatro ormai morente italiano e tutto questo senza un soldo pubblico alla faccia di Baricco punto

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