L’affaire Montbazon di Giorgio Bert

Giorgio Bert “L’affaire Montbazon”, Hobby&Work, £.6.900

Bisognerebbe chiedersi quali sono gli effetti di collane di narrativa come Segretissimo o SAS, o di gialli di spionaggio come quelli di Ian Flemming, su persone che vivono e lavorano tranquillamente, senza troppi pensieri e senza troppi entusiasmi.

Nel cinema James Cameron lo ha fatto con il bellissimo True Lies, nella narrativa italiana lo fa Giorgio Bert con questo mistero ambientato tra i giorni nostri e quelli di Luigi XIII e del cardinale Richelieu. Un mistero che accompagna gli ultimi trecento anni di storia della Francia, della monarchia dei Barboni.

Il personaggio della storia è un semplice medico della mutua che si ritrova involontariamente coinvolto in un’ indagine, e fin qui nulla di nuovo, se non per il fatto che incomincia ad applicare o cerca di farlo le tecniche dei vari superagenti di cui legge i romanzi. E poi c’è la donna bellissima, i due killer, una specie di donna in giallo che riesce a trasmettere al prossimo le sue fantasie e un po’ di generale ingenuità e un tesoro, uno di quei tesori che viaggia tra i secoli e i luoghi e non si riesce mai ad afferrarlo, comunque ci si provi.

C’è tutto, manca solo che lo leggiate, ma attenti a non farvi prendere dalle sue fantasie, di quelle di cui raccontava anche Dumas… ma senza maschere di ferro.

Full of Life di John Fante

John Fante “Full of Life”, trad. Alessandra Osti, Fazi editore, 1998, £.25.000

Suona un po’ strano dire che questo è il nuovo libro di John Fante (NR. la recensione è stata scritta nel 1998 e pubblicato su Stradanove), visto che l’autore statunitense, di origini italiane, è morto ormai da quasi un decennio (NR. John Fante è morto nel 1983). Eppure il romanzo è l’ultimo pubblicato dall’editore romano, che ormai da tempo sta editando tutte le sue opere con un buon successo di vendita, che fa ben sperare nell’esistenza di un pacchetto di buoni lettori nel nostro mercato.

Full of life, John FanteIl titolo Full of life è significativo sull’argomento su cui ruoterà la storia: la moglie del personaggio, uno scrittore con lo stesso cognome di Fante, è incinta. La storia si sviluppa attorno ai cambiamenti di umore della donna, alle difficoltà del quotidiano che in queste casi sembravano più grandi di quanti fossero.

Inoltre un rapporto con il padre, legato a vecchie credenze su come si fanno nascere figli maschi o come si deve viaggiare, non ancora risolto, portano il futuro padre verso una serie di scelte che gli permetteranno di appianare i vari nodi che si sono formati.

Alla fine il figlio tanto atteso nasce, ma la loro vita è cambiata.

Fante è un grande scrittore, con poche pagine pennella un personaggio e una storia che prende forma e vive nelle pagine del libro. Senza cercare chissà quale fantastorie, ma semplicemente uno degli eventi più belli per due esseri umani: la nascita di un figlio.

Il romanzo uscì nel 1952 e qualche anno dopo adattato per il cinema. Fu l’unico romanzo di grande successo in vita di John Fante.

Good morning Karaoke, Hong Kong

Un libro su Hong Kong e Hanoi, Franco La Cecla “Good morning Karaoke”, 97 pagg., Theoria – Editori Associati, £. 15.000

Nella collana Geografie della casa editrice Theoria, passata poi nel gruppo editoriale Editori Associati, troviamo questo diario di viaggio di Franco La Cecla, all’epoca della pubblicazione del libro ricercatore di antropologia presso l’università di Bologna.

Un viaggio tra Hong Kong e Hanoi, un diario di viaggio per conoscere diversamente città così distanti, completamente diversi, eppure così vicino, non tanto geograficamente, quanto nell’essere parte di uno sviluppo economico (ricordate le tigri asiatiche) che si confronta con l’esistenza di realtà politiche ed ideologiche molto diverse.

Se Hong Kong è ritornata in possesso della madre patria senza però perdere le sue caratteristiche di economia capitalistica, Hanoi, o meglio il Vietnam, cerca di risolvere i propri problemi aprendosi con prudenza all’economia di mercato.

Hong KongAppare così una Hong Kong votata al successo, alla ricchezza, alla conquista dello status di “ricco”, all’esigenza di spendere per mantenere una società votata al consumo. Nello stesso tempo tradizioni culturali cercano di sopravvivere tra grattacieli, shopping mall, health center tutti percorribili senza vedere la luce del sole e con ambienti regolati dall’aria condizionata.

Una corsa frenetica alla conquista della ricchezza per rispenderla in un giro vizioso, dove la schiavitù sopravvive anche se in forme meno evidenti: la cameriera filippina che viene segregata in casa 24 ore su 24 a lavorare.

Oppure Hanoi, città che non ha macchine, ma solo biciclette e motocicli, dove le donne mostrano i loro gioielli non per venderli, i giovani riconquistano la propria identità tra costumi di antica tradizione e divisa rivoluzionaria. Ma il diario di La Cecla è anche un racconto delle attuale stato delle società di queste due comunità, di come vivono e come è ripartita la ricchezza, i costumi di vita e il rapporto con l’ambiente circostante.

È l’occasione per conoscere tra le righe questi due luoghi e forse organizzare un viaggio che non sia il solito turistico per conoscere meglio Hong Kong e Hanoi che potrebbero sembrarci così lontane e con questo libro si sono avvicinate ancora di più.

Nota redazione sulle città di Hanoi e Hong Kong

La recensione di questo libro fu scritta nel gennaio 2000, dopo 22 anni alcuni elementi non sono cambiati, altri invece acquistano elementi nuovi e devono essere letti sotto una luce diversa. Dalla crisi di Taiwan fino alla crescita delle coree e la necessità di riarmo di alcune nazioni come il Giappone dopo l’invasione della Ucraina da parte della Russia. Il saggio di La Cecla è come una tappa in un gioco di geopolitica, la fotografia sociale e antropologica dell’autore è una delle tappe che queste nazioni hanno percorso nel agone internazionale.

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