Un raggio di buio di Ethan Hawke

Un raggio di buio di Ethan Hawke, Edizioni Sur, 2022, traduzione di Martina Testa.

Ethan HawkeEthan Hawke è sicuramente famoso come attore e sceneggiatore cinematografico, ma ha una carriera di autore molto più ricca e complessa di quanto si possa pensare.

Oltre a essere un attore teatrale, è scrittore e grazie a Minimum Fax e Sonda i suoi primi romanzi sono stati pubblicati in Italia.

Nel 2022 le Edizioni Sur hanno proposto Un raggio di buio.

L’Enrico IV di Shakespeare

Si tratta di un romanzo complesso e ricco di elementi emotivi e personali, o almeno ispirati dalla diretta esperienza di vita professionale di Ethan Hawke.

Un raggio di buio racconta la messa in scena dell’Enrico IV di Shakespeare a New York in un momento critico per la vita privata del personaggio principale, William Harding.

Harding ha tradito la moglie, da cui ha avuto due figli; nello stesso tempo esordisce a teatro con un’opera di Shakespeare che lo porta a confrontarsi con attori esperti del bardo inglese e conoscitori del mondo teatrale.

La scrittura di Ethan Hawke

Ethan Hawke mette così in gioco come in frullato diversi elementi, drammi e stati emotivi cheEthan Hawke mantengono tutti la loro riconoscibilità, ma sono connessi l’uno all’altro. Mentre tutti puntano il dito su di lui, tra sesso, droga, litigi famigliari, ansie di prestazioni, in entrambi i sensi, sessuale e recitativo; Harding cerca di sbrogliare la matassa ingarbugliata della vita e, come un personaggio shalesperiano, un novello Amleto, risolve i dubbi, le domande fondamentali della vita.

Ethan Hawke non scrive  un romanzo a lieto fine, tanto meno un dramma. Abbiamo piuttosto una parentesi della vita di Harding, una tappa fondamentale della sua vita.

Se venisse scritto un altro romanzo su di lui, avremmo un’altra tappa, forse il momento dell’Oscar con altri intrecci e passioni.

Lo stile di Ethan Hawke è un fiume di parole ben strutturato e ragionato, ma senza mai perdere la spontaneità e l’emotività raccontata del personaggio. Non siamo di fronte a un capolavoro, ma Un raggio di buio è un ottimo romanzo, una bella storia che non può non essere letto.

La retorica del leggere

La retorica del leggere libri si sta diffondendo sempre di più.

Dopo la diffusione del populismo che ormai spadroneggia tra vita reale e sociale, la risposta di quella società definita “radical chic” è quella di esaltare la lettura, cioè il leggere libri, come un atto tipico di chi è rispettoso dei valori democratici, di chi è internazionalista, di chi non può che essere “non cattivo”.

Anzi il leggere è visto come un atto che favorisce il pensare, l’acquisizione di valori e comportamenti come l’essere educati, oppure comprendere il mondo in modo corretto, assorbendo i corretti modi di pensare.

retorica del leggere
Photo by Christin Hume on Unsplash

Questa retorica è diffusa sia tra i semplici lettori, come se così si assolvessero rispetto al peccatto dell’ignoranza altrui, sia dagli operatori del settore culturale, che in questo modo cercano di salvare il loro stesso mercato.

La realtà che possiamo avere un libro di Burioni, ma anche di un qualsiasi novax. Sono sempre libri e sono sempre letti.

Adolf Hitler scrisse un libro per chiarire in modo preciso e puntuale cosa pensava e cosa voleva fare. Un libro da leggere.

Esistono librerie in tutta Italia dove si vendono libri di esoterismo, fanta archeologia e fanta storia, libri dove pseudo scienziati “indipendenti” svelano i più profondi segreti dei “poteri forti”.

Anche chi crede che il vaccino serva per riscrivere il codice genetico per controllarci, legge un libro che racconta questa panzanata.

Retorica del leggere, forse bisogna cambiare prospettiva.

Se la prospettiva è che leggere libri non ha un valore positivo, per definizione. Allora bisogna cambiare punto di vista.

Probabilmente bisogna porsi le seguenti domande:

  • Cosa leggere?
  • Quanto leggere?
  • Quando leggere?

Si tratta di tre domande ch vogliono operare sul piano della qualità della lettura. Questo non vuol dire leggere solo i classici, perché rischiamo altrimenti di coltivare un pensiero troppo connesso al passato. Neanche però snobbarli per dare spazio solo alla letteratura contemporanea.

Leggere un libro fa bene, amplia i punti di vista, aumenta la nostra conoscenza, solo se abbiamo un piano di lettura ampio e ricco. E selezionando.

Se vogliamo conoscere la letteratura sudamericana non possiamo leggere solo la Allende o Marquez, ma espandere il nostro vocabolario letterario leggendo gli autori della casa editrice Edizioini SUR, oppure Feltrinelli.

Questo non vuol dire escludere un manuale di tarocchi, ma consapevoli che non ha alcunché di scientifico o vero. Se invece leggiamo un libro di storia dei tarocchi, scritto da uno storico vero, allora combatto le superstizioni, inserisco i tarocchi nel contesto culturale corretto ed espando le mie conoscenze.

Ma dire che chi legge è democratico, oppure tollerante, oppure razionale o consapevole del valore della scienza… è retorica. Pura e semplice retorica.

Andrea Grilli

Home Cooking

Home Cooking di Laurie Colwin, Edizioni Sur, 2022, traduzione di Lorenza Pieri.

Quando si parla di Laurie Colwin si sottolinea la morte prematura, come se un libro non fosse una estenzione della vita di uno scrittore.

In qualche modo gli scrittori possono diventare immortali, non tutti; ma molti. E Laurie Corwin lo è diventata non solo grazie ai suoi romanzi e ai racconti, ma anche per un libro di cucina.

Home CookingHome Cooking, Un scrittrice in cucina è un libro di cucina. Forse non proprio uguale a quelli dei grandi chef, ma sicuramente più vicino a un classico come L’Artusi. Entrambi hanno la caratteristica di inserire il cibo e il modo di culinario in un contesto sociale e culturale.

Laurie Colwin non ha l’ambizione di raccontare ricette da ottomila stelle Michelin, ma semplicemente un piatto ben preparato, con amore, da condividere con gli amici e non solo.

Perché esiste anche il cucinare per il gusto del piacere di preparare buon cibo e mangiarserlo.

Non credo sia necessario spendere tanti soldi per mangiare bene: è dura superare una cara vecchia patata al cartoccio.

Poche parole per cancellare decine di trasmissioni televisive dove anche la più semplice ricetta è diventata un progetto di bio-ingegneria.

Home Cooking e le ricette

Va anche sottolineato che le ricette della Colwin riguardano il pollo e come friggerlo. Oppure i vari modi di proporre le verdure. Per non parlare di come preparare il pane o un intero capitolo dedicato alla melanzana.

Oppure le zuppe, il cioccolato, come nascondere le verdure e il pesce. E Laurie Colwin riesce anche a salvare la cucina inglese, gesto che a un amante della cucina italina può solo far sorridere.

Laurie Colwin e il cibo

Home Cooking di Laurie ColwinIl rapporto dell’autrice con il cibo e il cucinare è quasi genetico, una parte dell’altra. La giornata, la vita stessa non hanno senso senza cibo.

Cucinare è un modo per prendersi cura dei famigliari e degli amici, così l’autrice spende pagine nel darci consigli e nel parlare della funzione del cibo nella socializzazione.

Ma anche la notte è un luogo magico dove pentole e coperchi danzano.

Di notte c’è ci conta le pecore e chi legge gialli. Io sto sdraiata a letto e penso al cibo. Spesso preparo i menù. A volte invento ricette.

Tra una ricetta e l’altra Laurie Colwin racconta la sua vita di donna, scrittrice e madre. Leggere Home Cooking è un modo diverso di conoscere una scrittrice.

Dovrebbe essere letto come primo libro per poi passare alle antologie di racconti e ai romanzi.

 

 

 

 

Una volta l’Argentina di Andrés Neuman

Una volta l’Argentina di Andrés Neuman, Edizioni Sur, 2022, Traduzione di Silvia Sichel.

Andrés NeumanLeggendo questo libro di Andrés Neuman viene una domanda: raccontare la storia di una famiglia, è raccontare la storia di una nazione o di un popolo? Di una cultura? E quale cultura verrebbe anche da chiedersi.

L’autore ripercorre diverse generazioni della famiglia, dai trisnonni fino a se stesso e inevitabilmente ripercorre la storia dell’Argentina. Non si tratta di un percorso sistematico sia per la famiglia che per la sua nazione di origine. La struttura del romanzo Una volta l’Argentina è come il percorso di un gambero, Andrés Neuman fa un passo avanti e due indietro per raccontare prima di tutto sensazioni, profumi, odori dei luoghi e delle esperienze dei suoi famigliari, e poi inserirli nel contesto storico dell’Argentina.

Va sottolineato che l’autore non si abbandona a un vero giudizio morale della società argentina, ma piuttosto a un racconto storico. I fatti storici sono essi stessi una valida testimonianza, certamente sono filtrati dall’occhio personale di Neuman. Si tratta di una testimonianza condizionata, ma sempre una testimonianza.

Andrés NeumanAndrés Neuman, anzi la sua famiglia, sono testimoni di una nazione che ha sofferto, che soffre ma non si piega. Lì in fondo ai mappamondi, alle cartine geografiche, l’Argentina va avanti.

Il tentativo di cancellare una cultura e una diversità culturale è fallito. Ma Neuman non cade nel limite, anche se fondamentale, di raccontare solo la dittatura e i crimini da essa commessi, ma ci rende una Argentina più globale, più tonda, forse anche più grande di quanto volessero ridurla i militari.

La nuova edizione di SUR è di grande qualità,  grazie anche alla traduzione di Silvia Sichel, il progetto grafico di Falcinelli e la cura editoriale della redazione della stessa SUR.