Le novelle marinaresche di mastro Catrame

di Emilio Salgari, Giulio Einaudi Editore, 1973.

Le novelle marinaresche di mastro Catrame di Emilio Salgari viene pubblicato dall’editore Speirani nel 1894. Si tratta di una serie di racconti narrati da mastro Catrame, vecchio lupo di mare, all’equipaggio. Matro Catrame è il classico taciturno vecchio marinaio susperstizioso che incontra il pensiero moderno, quello scientifico e razionale, rappresentato nel racconto dal capitano della nave.

Mastro Catrame, copertina Einaudi.Mastro Catrame è obbligato a raccontare storie di mare. Ma le sue storie sono piene di sirene, mostri, il re del mare, fantasmi e maledizioni. Per ognuna delle anomali o stranezze che per Mastro Catrame sono vere. come le sirene o il Re del mare che va omaggiato secondo tradizione per non scatenare la sua ira, il capitano della nave ha una spiegazione scientifica. Anche quando sembra che il fenomeno, che possiamo definire naturale, sembra di difficile spiegazione, prima o poi ha un suo razionale spazio nella grande enciclopedia  del Sapere.

Il capitano, come un notaio, ha l’ultima parole e maschera il mondo magico e superstizioso di mastro Catrame.

Anche se si tratta di una scritto ultre centenario, troviamo ancora il conflitto tra susperstizione, mondo irrazionale, come quello che sta emergendo negli ultimi decenni, e quello scientifico e razionale.

Il meccanismo si ripete per ogni racconto, la valenza didattica del libro è notevole, anche se probabilmente non era nelle intenzioni di Emilio Salgari.

Due parole sono necessarie anche per il linguaggio, sempre ricco, specifico del mondo marinaresco, ma non solo. Leggendo Salgari si impara l’italiano.

Le novelle marinaresche di mastro Catrame anche se è un’opera minore consente al lettore di respirare le stesse atmosfere avventurose dei classici di Emilio Salgari, il mare è un luogo di avventura e lo scrittore veronese ne è uno dei maggiori interpreti.

Andrea Grilli

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Giacoma Foroni

“Relazione – riflessioni e giudizio sul sesso di un individuo umano vivente chiamato e conosciuto sotto il nome di Giacoma Foroni” prefazione di Giorgio Celli, Edizioni Tre Lune, collana Taliquali, pagg. 32 + 4 tavole, £. 18.000

Il 13 maggio del 1802 una commissione di medici e notabili si recò da Giacoma Foroni per stabilire se questo essere umano fosse maschio o femmina.

Giacoma ForoniLa relazione scritta da questi signori che segnò il destino di Giacoma Foroni fu poi pubblicata a Mantova da La Società Tipografica all’Apollo ed oggi riproposta dall’editore mantovano Tre Lune.

Si tratta di un caso che forse oggi avrebbe una fine meno triste e amaro: Giacoma si sente donna, possiede accenni di entrambi i sessi  anche se non maturi e completi e si sente attratta dai maschi, eppure il risultato della commissione di esperti che la visiterà sarà completamente diverso: l’individuo visitato non è altrimenti una donna, meno un ermafrodito di nessun genere, ma un uomo decisamente dalla natura con bizzarria nel pudendo mal conformato.

E le sue pulsioni sessuali sono il frutto di una educazione errata dei genitori convinti che fosse femmina.

Giacoma ForoniIl testo descrive secondo la terminologia medica dell’epoca il corpo di Giacoma, minuziosamente informa delle varie misurazioni e della visita che subisce al confine della negazione di un diritto minimo di affermare una propria dignità di essere umano, che forse la Foroni cerca di trovare nel dichiarare che è attratta dai maschi e quindi risolvendo in termini molto personali e semplici il suo sesso.

Ma in una società che sta cercando di scrollare le superstizioni, le magie e le religioni, l’Io non ha spazio, mentre la fredda scienza e la dea Ragione possono svelare le equazioni che governano il mondo e dare risposte a ogni domanda.

Conclude e sentenzia così la congrega di notabili e scienziati: quest’essere infelice, quantunque riconosciuto assolutamente spettante alla specie maschile, non è capace di matrimonio. Non può essere moglie, perché escluso nel rango di donna, e ha la fatalità per il bizzarro difetto dei suoi organi di non poter essere legalmente marito.

Viene da chiedersi come abbia vissuto Giacoma Foroni.

Andrea Grilli

Pubblicato sulla rivista Flesh Out

La minaccia degli Esmeraldiani

La minaccia degli EsmeraldianiGli anni Ottanta sono stati estremamente stimolanti per la fantascienza. Gli autori americani si lanciarono in diverse interpretazioni e visioni della Realtà futura che le tecnologie suggerivano. La collana Urania, nel 1983 a cura della tragica coppia Fruttero e Lucentini, proponeva nel numero 956 un romanzo breve di Ron Goulart dal titolo originale Brinkman e tradotta nel più commerciale La minaccia degli Esmeraldiani con copertina di Karel Thole, molto suggestiva ma senza alcun collegamento con l’opera di Goulart.

La traduzione, per fortuna, era di Vittorio Curtoni.

La storia è abbastanza surreale e sarcastica con mille battute e ironie sulla qualità del cibo fastfood, sul mondo dell’informazione, future inclinazioni della politica cinese e si cita anche un elettrolibro, anticipando il buon e-book.

Il tema centrale, molto attuale e diffuso nelle trame del cinema e dei romanzi, è la riprogrammazione della memoria. Anche Philip K. Dick in quegli anni scrive sul tema con il racconto Ricordiamo per voi.

Ron GoulartRon Goulart non riesce però a essere così impattante e profondo come Philip K. Dick, anzi riesce a elaborare un racconto poco credibile e superficiale, tra trama semplice e immediata con personaggi più simili a macchiette che realmente ben costruiti.

Ma tutta la struttura del racconto è costruita in questo modo, c’è l’intenzione dell’autore di giocare con il futuro, ma in stile anni Ottanta. Oggi il romanzo ha poco da dirci, se non come storia della fantascienza.

Taking the FifthA seguire un racconto di Hayford Peirce dal titolo 5° Emendamento, titolo originale Taking the Fifth uscito su Analog nel 1983, terribilmente reale e attuale. Come la polizia costruisce un piano per avere la maggioranza nel parlamento statunitense e modificare la costituzione. Ogni riga del racconto sembra scritta oggi. I temi della giustizia, della ricerca delle prove e la consegna alla giustizia dei criminali è un tema attuale, trattato benissimo nella serie televisiva Law & Order.

Questo racconto vale l’acquisto nelle librerie dell’usato di questo libretto di Urania.

Andrea Grilli

Riordinare i libri, tema delicato

Marie Kondo è una giapponese esperta di riordino, cioè come riordinare e mettere a posto le cose in casa. Si considera e forse lo è la massima esperta in materia. La Vallardi ha pubblicato il suo libro-guida Il magico potere del riordino – Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita.

L’autrice si occupa delle diverse categorie presenti in una casa, come vestiti, documenti, foto e ovviamente libri. I libri per la Kondo occupano il secondo posto tra le cose da sistemare. Va detto per precisione che la tecnica dell’autrice è di ridurre gli oggetti presenti nelle case o nelle stanze. Il riordino non è semplicemente mettere a posto le cose secondo una certa logica, ma anche sceglierle e conservare solo cosa può aver senso.

Kondo lavora proprio sul dare un significato alla parola “senso”.

Ma l’obiettivo non è recensire questo libro, quanto concentrarci sui capitoli dedicati al riordino dei libri e capire cosa voglia dire mettere in ordine i libri o anche i fumetti.

Due sono i tipi di libri che vanno gestiti: quelli che non leggeremo e quelli che abbiamo letto.

L’autrice suggerisce di scegliere e conservare quei libri sulla base de “l’emozione  che vi provocano nel momento in cui li sfiorate”. Credo che non si possa negare che alcuni libri, quelli che abbiamo amato, provochino una emozione tale da impedirci di buttarli, regalarli o rivenderli, ma dobbiamo anche ammettere che chi compra libri, pensa che il libro per se stesso da una incredibile emozione.

Cioè è l’essere stesso del libro a essere emozionante. Ma la signorina Kondo non molla la presa, non solo possiamo liberarci di quei libri che non ci danno emozioni con i loro contenuti, ma anche quelli comprati e non letti prenderanno la stessa strada, quella dell’espulsione.

Il principio è semplice, se li abbiamo comprati e non letti, non li leggeremo sicuramente. Inutile e furviante sperare di leggerli un giorno.

Questo metodo si applica con qualsiasi categoria: libri (anche i professionali, didattici ecc…), riviste, fumetti.

Insomma dovremmo avere in casa solo i libri che hanno provocato emozioni.

Viene da chiedersi se tutto questo sia possibile praticarlo. Abbiamo già sottolineato che esiste una categoria di lettore amante dei libri, che sente emozioni dal libro stesso, che sia un manuale di uncinetto o un grande romanzo della letteratura mondiale, difficilmente riuscirà a liberarsi. Così come un altro aspetto che incide nel “non buttare” è l’autore stesso.

Come-organizzare-una-libreria-perfetta_o_su_horizontal_fixedSiamo consapevoli che gli autori non hanno sempre un livello eccezionale. Spesso a un libro che ci conquista, può associarsi un libro di scarsa qualità. Pensate a un caso come Gabriel Garcia Marquez, dopo Cent’anni di solitudine  ha sicuramente scritto bei romanzi e in alcuni casi ancora degli ottimi romanzi, ma anche delle buone prove, non certamente così magnifiche da dover o voler essere conservate.

Che fare allora?

La risposta non è facile, Marie Kondo semplifica un po’ troppo, ma forse proprio questa semplificazione, distaccata dal fanatismo del lettore, possa offrire spunti di riflessione, aiutarci a capire se ha proprio senso conservare tutti i libri che abbiamo.

Potremmo per esempio pensare a rivendere i libri che scartiamo per finanziarne l’acquisto di altri, oppure donarli a una biblioteca comunale o di quartiere. Ci sono tanti modi per salvare i nostri libri e donargli una nuova vita, salvando la nostra casa.

Andrea Grilli

Marx, Engels e le edizioni Progress

Nel 1989 arrivai a Bologna per iniziare i miei studi universitari. Era la prima volta di molte cose, di molte future esperienze che mi avrebbero cambiato significativamente. Portavo con me la passione per i libri e le bancarelle di Bologna erano un mondo nuovo.

Vagando tra i libri di questi posti misteriosi e confusi, i libri venivano e forse vengono ancora distribuiti senza troppo ordine su espositori in legno. Rovistando trovai alcuni libri, antologie di scritti dei padri del Comunismo. Marx ed Engels pubblicati da una fantomatica Edizioni Progress Mosca.

Mai sentita questa casa editrice. Eppure, come scoprii negli anni, era una casa editrice importante per la diffusione delle cultura marxista in Italia.

Trovai diversi libri sempre sui padri fondatori e su argomenti spesso diversi e importanti, come la Pace, l’Imperialismo, sull’Italia e così via. Le Edizioni Progress erano molte attente a produrre libri tematici, che avrebbero aiutato a educare la classe proletaria.

Edizioni Progress - copertina libro Lenin e l'ItaliaSi tratta di edizioni di in carta lucida, ben stampati e curati, con note, cartine e fotografie un ricco apparato informativo a fine pubblicazione. Libri ben curati e prodotti. Sovracopertina su copertina rigida. Osservando con attenzione sembra chiara la presenza di italiani nella redazione. Sia la traduzione che la cura editoriale sono ben fatte.

È evidente l’intento informativo ed educativo.

Se si cerca su internet è facile trovare alcune edizioni in vendita su Ebay o altre siti dedicati ai libri. Da quello che si può dedurre da queste offerte le Edizioni Progress si occupavano non solo di storia marxista, ma anche di letteratura, fotografia, teatro. Gli Editori Riuniti probabilmente sono stati un loro partner negli anni novanta.