Multigiornalismi – La nuova informazione nell’età di Internet

A cura di Mario Morcellini e Geraldina Roberti
Guerini e Associati

Che il giornalismo italiano non goda di buona salute è evidente quanto preoccupante, soprattutto perché la qualità dell’informazione è un buon indice per capire lo stato di salute di una democrazia. Ma il giornalismo è anche un mestiere nel senso rinascimentale del termine: un artigiano che fa arte.
Questa antologia si pone alcune domande e offre alcune risposte molto utili per capire come è cambiato il mondo dell’informazione italiana e come si stia proponendo nel web e non solo. O meglio come l’introduzione delle tecnologie, il loro integrarsi e convergere verso uniche piattaforme possa trasformare il modo di fare informazione. Ma se cambia questo ‘modo’ dovrà prima cambiare chi lo fa. E come cambia? E questi cambiamenti sono solo formali, articoli più corti, servizi radiofonici meno lamentosi, oppure cambia la natura del giornalista e il suo modo di lavorare e la sua cultura?
Proprio perché la società moderna si fonda su valori di innovazione e di cambiamento così repentini e veloci, anche una professione come quella del giornalista deve ritararsi sulle mutazioni sociali.
Intervengono Claudio Giua, all’epoca direttore dei contenuti di Kataweb, ora direttore generale, sulla gestione e il funzionamento di portale generalista ma votato all’informazione come quello della omonima società. Oppure Andrea Piersanti esplora le varie sindromi che possono colpire i giornalisti e il giornalismo (Ulisse, Rossella O’Hara e Davy Crockett).
Alcuni interventi studiano i cambiamenti e i rapporti del giornalismo con la società: intervengono Mario Porcellini, Alberto Marinelli e Geraldina Roberti. Ma non si può dimenticare l’epilogo di Giuseppe Mazzei: Dopo il giornalismo, quale formazione?
Titolo che in qualche modo riepiloga una presa di coscienza che forse il giornalismo come lo pensiamo o lo abbiamo sempre pensato è sulla via del tramonto.

Andrea Grilli

The stuff of Legend

di Mike Raicht e Brian Smith

Si tratta di un comic book pubblicato nel 2009 dall’editore The 3rd world studios, scritto da Mike Raicht e Brian Smith, disegnato Charles Paul Wilson III. È un fumetto che si compra prima di tutto per la qualità grafica. Si sa un libro come un fumetto spesso è una sensazione, un qualcosa che ci spinge a comprare. Si tratta di un fumetto monocromatico, tendente al seppia, come quelle foto del primo quinquennio del Novecento. Infatti è ambientato durante la seconda guerra mondiale, e mentre le forze alleate debellano il marciume nazista, un bambino viene rapito da un classico dei classici delle favole statunitensi, delle paure dei bambini, The Boogeyman. Ma ormai siamo abituati che da qualche parte nella nostra stanza ci sono gli eroi, quei imprevedibili compagni di vita che interverranno per aiutarci.

Così i giocattoli del bambino rapito, si organizzano per salvarlo, guidati da un soldatino che si fa chiamare colonnello. Certo non tutti i giocattoli sono coraggiosi, ma alla fine la compagnia viene formata e attraversa il portale che li condurrà nel loro primo campo di battaglia. Già perché il primo elemento interessante di questo fumetto è l’ incessante presenza della guerra. Pagina 12 si apre con una spiaggia piena di morti, come se fossimo a Omaha beach e d’altra parte siamo nel settembre del 1944, l’azzardata di sbarcare su una spiaggia francese è andata in porto e gli alleati puntano su Berlino.
Anche se non è chiaro fin da subito, si ha l’impressione che il fumetto raccolga in qualche modo le paure, le fantasie del bambino rapito che probabilmente ha il papà in battaglia.

L’elemento di incredulità, è possibile che dietro una porta ci sia un mondo fantastico? è possibile che dei giocattoli prendano vita? Tutto questo rimane sospeso dalla mancanza del colore o anche del bianco e nero. La soluzione del color seppia è un atto di sospensione della nostra capacità di distinguere il vero dal falso. L’unica pecca di questo comic book è la serialità molto diluita nel tempo, solo tra pochi mesi uscirà il secondo volume, dopo un anno dal primo.

Andrea

link http://www.th3rdworld.com/book/The-Stuff-of-Legend

H.P. Lovecraft, contro il mondo, contro la vita

di Michel Houellebecq

Quando si legge una biografia si rischia di leggere un elenco scritto anche con un buon stile di taglie di mutante, shock infantili, psicologia del papà e della mamma, le ingiustizie subite da adolescente, le insoddisfazioni al lavoro etc… oppure si può incontrare una piccola e agile lettura della vita del grandissimo, e qui i complimenti sono riduttivi, H.P. Lovecraft. L’autore di quelle storie dedicate a mostri e divinità che emergono solo dai nostri incubi peggiori. Michel Houllebecq, autore di poesie e romanzi pubblicati dalla Bompiani (Le particelle elementari, Estensione del dominio della lotta e Il senso della lotta), ci propone un excursus sullo scrittore di Providence. Una lettura del suo essere scrittore attraverso il racconto degli elementi più interessanti della sua vita incrociati con i racconti più spettacolari.

“Sì, è vero: ho piazzato sei pallottole nel cranio del mio migliore amico, ma con questo racconto spero di dimostrare che non sono il suo assassino.” (La cosa sulla soglia)

Se non si è assassini piazzando 6 pallottole nel cranio di un amico, cosa si è? O meglio cosa è successo? Houellebecq esplora i percorsi creativi di Lovecraft, come preferisce scrivere e cosa abiura. Ma soprattutto perché tutto questo e contro chi?
L’autore di Chtulu odia il mondo così lontano dal suo essere bianco anglosassone e di conseguenza la vita non ha ragione di essere apprezzata. Tutto gli è odioso, insopportabile. Neanche il periodo a New York con la moglie riuscirà a sollevare il suo pensiero verso il Reale. Lovecraft si sente rifiutato, allontanato dalla società.
Scriverà: “sono talmente stanco dell’umanità e del mondo che nulla suscita la mia attenzione se non comporta almeno due omicidi a pagina, o se non tratta di innominabili orrori provenienti da altri spazi.”
Questo libro è le perfetta introduzione alla lettura completa delle opere dello scrittore di Providence che ogni buon amante della grande letteratura dovrebbe fare. È vero, come afferma Jacques Bergier, che occorre aver sofferto molto per comprendere Lovecraft, ma la realtà non ci sdegna di orrore e dolori. Ognuno di noi ha un bagaglio di dolore sufficiente per leggerlo.

Andrea Grilli

Quell’anno a Madrid

di Daniel Chavarrìa, Marco Tropea Editore, 1998, £. 27.000

Si dice che il primo amore rimanga nei nostri cuori in eterno. Forse è vero leggendo la storia che Daniel Chavarrìa racconta in uno dei suoi ultimi romanzi: “Quell’anno a Madrid”, ed. Marco Tropea Editore.

Si tratta di una autobiografica avventura d’amore che lo scrittore uruguaiano, ma cubano di adozione, ha vissuto quando aveva diciannove durante la sua permanenza nella Spagna franchista.

«Una cascata di riccioli neri su una pelliccia di ermellino spazzò via la mia nostalgia. A giudicare dalla camminata era una donna giovane. In quel momento» in quel momento il giovane Daniel, ancora lontano a diventare uno dei più grandi scrittori del Sudamerica e di Cuba, inserì nella propria vita un elemento di disturbo che per mesi segnò definitivamente la sua vita.

La ragazza che aveva conosciuto non era una semplice argentina che lo farà soffrire, si rivelerà una donna che raccoglie in sé tutte le astuzie, i dolori e le emozioni che può dare un travolgimento di sentimenti come quelli che nacquero all’epoca.

Il romanzo nasce dopo che lo scrittore ha incontrato i vari personaggi che furono coinvolti nella storia e dopo aver compiuto una attenta ricostruzione dei fatti.

I nomi sono stati cambiati, ovviamente, per celare le vere identità di persone che all’epoca agirono anche nella clandestinità in anni, si parla del 1953, in cui gli effetti della II Seconda Guerra Mondiale non si erano ancora trasformati in concrete esperienze nelle menti dei loro testimoni.

Così alla prima parte che è il racconto dell’incontro con quella affascinante creatura e il breve periodo che trascorsero insieme, segue una seconda parte fatta di testimonianze e lettere che permisero a Chavarrìa di capire cosa fosse successo in quegli anni.

Da buon scrittore di gialli Daniel non ci fornisce tutti gli elementi per capire come possa essere finita o come possa essersi sviluppata quella che potremmo definire tranquillamente una trama da romanzo giallo. Anzi soffermandosi sui propri sentimenti, descrivendo minuziosamente quali fermenti amorosi suscitasse quella ragazza, mette il lettore nelle condizioni di stupirsi anche quando il tutto sembra entrare nel semplice ricordo nostalgico dell’amore, di capire perché abbia senso dedicare oltre 200 pagine a quello che ad una prima lettura potrebbe nient’altro che sembrare un amore giovanile civettamente ricambiato.

Forse in qualche passo il calore e la passione sudamericana possono sembrare eccessive, ma lo sguardo che pone lo scrittore su se stesso “giovane” è sia di curiosità che di paterno affetto.

Sul finire l’incontro con l’antica fiamma risveglia antiche debolezze, ma adesso è un uomo di oltre sessant’anni con ben altre esperienze e una moglie. Pur con tutto quello che avrebbe potuto rivendicare dopo aver scoperto gli inganni di cui è stato soggetto, l’uomo Chavarrìa afferma a fino romanzo: «Non c’è nessun rancore. Gli anni hanno addolcito i miei sentimenti.»

L’avventatezza romantica della gioventù acquista un altro aspetto se rivista da uomo saggio.

E si sa con gli anni si acquista anche la saggezza.

Andrea Grilli

Incontro con Giulio Einaudi

Articolo scritto in occasione della visita di Giulio Einaudi a Bologna.

A Bologna il 16 ottobre è stato inaugurata la nuova sede della libreria Einaudi. L’evento è stato particolarmente suggestivo per la presenza dello stesso editore Giulio Einaudi. L’incontro è stato interessante, non solo per le novità future del catalogo, tra cui un nuovo libro di Cerami, “Fattacci”, casi veri riscritti, per la collana Stile Libero.

Giulio EinaudiMa anche per l’incontro con un uomo che ha letteralmente scritto la storia editoriale dell’Italia democratica e antifascista, insieme a uomini come Feltrinelli e Mondadori. Durante l’incontro con la stampa, poi allargato anche al pubblico accorso per l’inaugurazione, è emersa la propria stima per Stile Libero, che, secondo l’editore, sta proseguendo quella politica di rottura con il passato sclerotizzato della letteratura italiana.

Buone notizie anche per il mercato del libro sia per la stessa Einaudi che per il settore in generale, dove si registra una ripresa, nello stesso tempo altri mercati come quello francese e tedesco, notoriamente più forti, stanno avendo un calo. Mentre alla solita domanda sul rischio che il libro rischi di sparire per l’avvento delle tecnologie informatiche e digitali, l’editore ha affermato che almeno la nostra generazione vedrà ancora i caratteri stampati su carta. Einaudi ha dimostrato durante l’incontro che non è l’età a determinare l’apertura mentale di una persona, i suoi ottancinque anni non gli hanno impedito di comprendere i nuovi filoni della letteratura italiana, senza farsi impaludare da diatribe letterarie inutili.

Un incontro umano, prima ancora che culturale, che ha arricchito tutti i presenti.

Andrea

Andrea Pazienza, L’antologia illimitata

Andrea Pazienza – L’antologia illimitata – CD-Rom – Lire 30,000 – in edicola con L’Unità, 1997.

Dopo aver lanciato l’applicazione e superato i marchi delle ditte che hanno realizzato questo CD-Rom, vi appare una frase ben chiara ed esemplificativa dello spirito di Pazienza

La pazienza ha un limite, Pazienza NO!

Questa frase appare in una panoramica di un bosco alla Zanardi. Così potete iniziare la navigazione all’interno della sua vita con filmati, schede sulle persone, le riviste e i luoghi che il fumettista pugliese ha incontrato. Inoltre potete trovare vignette, storie brevi e lunghe, opere di design, illustrazione, una ricchissima bibliografia delle opere del Paz e commenti di critici e i siti web. Sparsi poi qua e là filmati e fotografie con lui o su di lui. Infine giochi da paz per ridire con i suoi personaggi.

Andrea PazienzaSenza dubbio uno dei migliori prodotti delle iniziative dell’Unità a cui presto si affiancheranno CD-Rom su Moebius, Pratt e Manara.

Sul piano tecnico va segnalato che il prodotto multimediale funziona su tutte le piattaforme e permette installazioni diversificate a seconda della potenza del vostro hardware, una particolare attenzione alle esigenze dei lettori di non poco conto, consentendo di visualizzare i contenuti senza possedere super schede grafiche. Grazie Unità.

Andrea Grilli

Ps. pubblicato su Stradanove.net nel 1997