Guardiani della Galassia

di James Gunn, Marvel Studios

Quando fu annunciato il film ispirato al fumetto i Guardiani della Galassia, qualcuno rimase spiazzato e stupito. Si parlava di personaggi ultra minori nel Marvel Universe, forse dimenticati in qualche cassetto da Stan Lee e company. Eppure la Marvel annunciava a San Diego nel 2010 che si lavorava a un film su di loro.

E onestamente non era facile immaginarsi che cosa avrebbero imbastito gli autori, ma certamente non potevano pensare che gli anni Ottanta con tutto il loro caos creativo, musicale, immaginifico potesse tornare in modo così coinvolgente.

Guardiani della Galassia

Cinque personaggi incredibili, riletti e reinterpretati in modo avvincente. Anzi fin troppo. Non ci troviamo di fronte a un film di supereroi, sicuramente fantascienza con tanta buona musica di altri tempi, un universo da conoscere.

La struttura è molto simile ai Soliti Sospetti, nell’ottica di personaggi casualmente coinvolti, questa volta veramente, in qualcosa che non immaginavano.

Così come citazioni da classici dello sdolcinato anni ottanta come Footlose. Oppure super piani che alla fine sono in parte improvvisati, frutto di un sbruffoneria tipica da criminali di second… terz… diciamo ultima classe.

E in tutto questo un super cattivo, veramente cattivo, ma che non può immaginare che il suo peggior nemico non è un nemico vero e proprio, ma un branco di criminali con obiettivi diversi, disuniti, disorganizzati, ma capaci di improvvisare come nessun altro.

Ed è il caso o l’improvvisazione uno degli aspetti più importanti della storia del film i Guardiani della Galassia. Di fronte alla super organizzazione dei cattivi di turno, si oppone una fede cieca nella Giustizia da parte degli abitanti di Xandar, capitale dell’Impero Nova; ma soprattutto la casualità con cui i nostri personaggi si trovano spesso a doverlo affrontare. Fino all’ultima battaglia, dove da cinque fuggiaschi, diventano un team e quindi finalmente possono unire le loro menti per contrattaccare.

Nel video è chiaro il pasticcio della situazione e l’imprevedibilità del loro incontro.

Ma l’elemento più importante è sicuramente la musica. L’intero film dei Guardiani della Galassia è costruito sul sound anni ottanta, quel sound che Tarantino ha sapientemente rilanciato con i suoi film pulp dalle Iene in poi. Ed ecco allora che l’assurdo dialogo sul film Footlose ha senso se Starlord si gioca la musica per conquistare la bella Gamora. E funziona. Perché quella musica funzionava sempre per rimorchiare… anche nello spazio non c’è salvezza per le pupe.

Potremmo quasi definirlo, in un azzardo, il miglior musical degli anni ottanta.

Guardiani della Galassia è un film bello, emozionante, divertente. Non parliamo di Bene contro il Male, supereroi contro supercriminali, ma un gruppo di ragazzi, poco bravi e poco cattivi, pronti a tutto.

Comunque… io sono Groot.

Andrea Grilli 

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