Fermata d’autobus

di Gao Xingjian, traduzione di Daniele Crisà.

Gao Xingjian è il primo letterato cinese ad essersi assicurato il Premio Nobel nel 2000. Nel 1983 scrisse questo testo teatrale senza atti, Fermata d’autobus, che in Italia è stato tradoto da Daniele Crisà per In forma di parole nel 2000.

Fermata d'autobusSi tratta del secondo testo teatrale, dopo Segnale d’allarme del 1982, e sicuramente segna da una parte un tentativo di conquistare una propria autonomia creativa, dall’altra ci sono interessanti richiami alle opere di Samuel Beckett e in particolare ad Aspettando Godot.

Il tema dell’attesa, in questo caso di un autobus, che passa regolarmente ma non si ferma mai, si combina con la percezione del tempo. I personaggi sono soggetti a una distorsione temporale (il tempo passa velocemente, quasi che ogni secondo è un anno) pur lasciandoli sempre fermi all’età e allo stato sociale, quanto al motivo del loro viaggio, sempre costanti.

Gao Xingjian riesce a creare una narrazione a multi-dimensione, dove tempo, spazio e attesa sono dimensioni di una narrazione che scorre senza pause, senza rispettare gli effetti o i danni del tempo… la giovane ragazza che deve andare il centro città per il suo primo appuntamento, non invecchia mai; mentre l’uomo anziano sembra rimanere congelato in una terza età infinita. E così per ogni personaggio.

Nel dibattito però che si crea tra i personaggi, si evince invece il tema sociale, del ruolo delle istituzioni e dell’interesse collettivo. Gao Xingjian è direttamente impegnato nel Partito Comunista, ma dopo Tien Amen lascia il partito fino ad approdare in Francia. In questo testo, di diversi anni prima della protesta studentesca, lo scrittore cinese già identifica gli elementi di crisi del sistema politico e sociale, la perdita di attenzione agli interessi della collettività, per l’emergere di forme di classismo tecnocratico, di abbandono dei valori educativi e colletivi del progetto maoista.

Gao Xingjian è chiaro: la società cinese rimane in un eterno, secolare attesa di una maggiore qualità della società. E forse rimane ancora in attesa, pur con la sempre maggiore ricchezza e il PIL sempre in crescita.

Andrea Grilli